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"Pronto chi parla?", risponde uno svedese a caso: il centralino 'condiviso' che accoglie i turisti

LA SVEZIA è la prima nazione ad avere un suo numero di telefono. Chiamando il +46 771 793 336,una voce preregistrata avverte che "a breve risponderà uno svedese a caso". Uno tra i tanti che hanno aderito all'iniziativa lanciata dall'Ufficio del turismo svedese. In tremila hanno scaricato l'app "The Swedish Number", che permette di diventare "ambasciatori del proprio Paese". Cittadini che da 24 ore rispondono solertemente alle telefonate in arrivo da tutto il mondo.

Quando abbiamo provato il servizio, ci ha risposto Andreas, 26 anni insegnante di Malmö. "Ho già ricevuto cinque telefonate da quando mi sono iscritto - afferma il ragazzo - chiamate provenienti dall'Inghilterra, dall'Olanda e dagli Stati Uniti. Ora si è aggiunta l'Italia. Partecipo perché mi piace parlare e conoscere nuove persone. Tutte le nazioni dovrebbero avere un numero di telefono così". Chiamare la Svezia dall'estero ha evidentemente un costo, ma a quanto pare l'esperimento è irresistibile. "La chiamata più strana che ho ricevuto? - dice Andreas - quella di un uomo che non poteva credere che qualcuno avrebbe risposto sul serio, e che per tutto il tempo non ha fatto altro che ridere".


Diversa l’esperienza di Sara 40 anni, di Kristianstad, è la responsabile di alcuni gruppi di giovani rifugiati. “Lavorando con i rifugiati, gran parte del mio lavoro è dare informazioni sulla società svedese. Ho pensato quindi che fosse una buona idea aderire all’iniziativa”. Sara ha ricevuto sette chiamate nella prima giornata di servizio, dagli Stati Uniti e dall’Italia, e dichiara di sentirsi molto onorata di essere un’ambasciatrice della Svezia. “Nessuno ha domande specifiche da fare ma tutti sono curiosi di sapere chi troveranno dall’altro lato del telefono”. Poi, si lancia in una lunga e dettagliata descrizione della sua città, delle ricchezze architettoniche, paesaggistiche e culinarie, prima di salutare con un cortese “arriverderci”.  

Allo Swedish Number ha risposto anche Henrik, 59 anni, programmatore, vive a Stoccolma. Ha appena scaricato la app e ha ricevuto due chiamate, una dalla Norvegia e una dalla Turchia. Con la prima persona Henrik ha dovuto affrontato una discussione sulle presunte violenze sulle donne da parte degli svedesi cercando di far cambiare idea al norvegese , “un uomo razzista” secondo Henrik. L’altra telefonata era da parte di uno studente di Istanbul, con lui ha affrontato la questione dei giovani turchi e si è fatto dare alcuni consigli sulla città. “Ho scaricato la app dopo averla vista su Facebook, pensavo fosse un’idea folle ma dopo aver letto un articolo mi è sembrata brillante. Credo sia perfetta per unire le persone, dal vivo, in una modalità diversa da quella dei social”.

Il progetto del numero nazionale, coltivato da tempo, si è concretizzato in onore di un anniversario importante: nel 1776, ben 250 anni fa, la Svezia è stato il primo Paese al mondo a introdurre una legge costituzionale per abolire la censura. "In tempi così difficili, in cui molti Paesi provano a limitare le comunicazioni tra le persone, noi cerchiamo di fare esattamente l'opposto - afferma il CEO dell'ufficio del turismo svedese, Magnus Ling -. Abbiamo dato agli svedesi la possibilità di rispondere alle telefonate in prima persona, di esprimere se stessi e di condividere i loro punti di vista quali essi siano". E lo spot lanciato su YouTube parla chiaro: si può chiacchierare di tutto, dalla politica al femminismo, dagli sport invernali alle statistiche sui suicidi. L'iniziativa è già un successo. Seimila le chiamate ricevute in 24 ore, tanto da incappare spesso nella voce preregistrata che avverte: "In tanti stanno chiamando la Svezia, uno svedese risponderà il prima possibile".

Campagne simili per promuovere il turismo e l'identità nazionale sono state lanciate in altri stati del Nord Europa. In Islanda, per esempio, la compagnia aerea Icelandair offre un "compagno di viaggio", vale a dire un cittadino che accompagnerà gratuitamente il turista nella sua visita del Paese. L'Irlanda, invece, affida il profilo Twitter ufficiale della nazione a un utente diverso ogni settimana. Per sette giorni un comune cittadino può raccontare il suo Paese con fotografie e video.

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